Premessa

PREMESSA GENERALE

- Dal COMPENDIO DEL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (cfr nn. 418-441)  

La legge antica

La Legge antica (o AT) è il primo stadio della Legge rivelata. Essa esprime molte verità che sono naturalmente accessibili alla ragione e che si trovano così affermate e autenticate nelle Alleanze della salvezza. Le sue prescrizioni morali, che sono riassunte nei Dieci Comandamenti del Decalogo, pongono i fondamenti della vocazione dell’uomo, vietano ciò che è contrario all’amore di Dio e del prossimo, e prescrivono ciò che gli è essenziale. Esse indicano ciò che si deve o non si deve fare, e soprattutto, come fa un saggio pedagogo, preparano e dispongono alla conversione e all’accoglienza del Vangelo. 

Ancora: Mosè parlò al popolo dicendo: “Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima. … Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica” (Dt 30,10.14).

Tuttavia, pur essendo santa, spirituale e buona, la Legge antica è ancora imperfetta, poiché non dona da se stessa la forza e la grazia dello Spirito per osservarla.

La legge evangelica

La nuova Legge o Legge evangelica (o NT), proclamata e realizzata da Cristo, è la pienezza e il compimento della Legge divina, naturale e rivelata. Essa è riassunta nel comandamento di amare Dio e il prossimo, e di amarci come Cristo ci ha amato. È una realtà interiore: la grazia dello Spirito Santo, che come figli di Dio ci rende possibile un tale amore e una tale obbedienza. È “la legge della libertà(Gc 1,25), perché porta ad agire spontaneamente sotto l’impulso della carità. «La nuova legge è principalmente la stessa grazia dello Spirito Santo, che è data ai credenti in Cristo» (SAN

TOMMASO D’AQUINO).

La Legge nuova si trova in tutta la vita e la predicazione di Cristo e nella catechesi morale degli Apostoli: il Discorso della Montagna ne è la principale espressione.

 

Fra tanti testi del NT citiamo Mt 5,17-21, dove Gesù dice: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.  Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: «Non ucciderai… Non commetterai adulterio… Non giurerai il falso»… Ma io vi dico…”. 

Quando gli si pone la domanda: “Qual è il più grande comandamento della Legge?” (Mt 22,36), Gesù risponde: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti” (Mt 22,37-40).  

Il Vangelo di Luca riporta lo stesso episodio con la ricchezza di altri elementi. “Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai»” (Lc 10,25-28). Gesù per confermarlo raccontò la meravigliosa parabola del Buon Samaritano e anche noi potremmo porci queste domande: “Cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?”. E mettere in pratica il Suo insegnamento: Lui è il Signore della compassione, della misericordia, dell’amore, della verità, della giustizia… “Va’ e anche tu fa’ così”.

Il Decalogo deve essere interpretato alla luce del duplice ed unico comandamento della carità, pienezza della Legge: “Il precetto: Non commettere adulterio, Non uccidere, Non rubare, Non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore” (Rom 13,9-10).

 Gesù dice: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5). Il frutto indicato in questa parola è la santità di una vita fecondata dall’unione con Cristo. Quando noi crediamo in Gesù Cristo, comunichiamo ai suoi misteri e osserviamo i suoi comandamenti, il Salvatore stesso viene ad amare in noi il Padre suo ed i suoi fratelli, Padre nostro e nostri fratelli. La sua Persona diventa, grazie allo Spirito, la regola vivente ed interiore della nostra condotta. “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Gv 15,12).

 

L’unità della Sacra Scrittura

Tornando all’unità di tutta la Sacra Scrittura quante volte, in Comunità, abbiamo proclamato, richiamato gli ultimi sei versetti per imprimerli nel nostro cuore? “«Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino». Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta, ripeta: «Vieni!». Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda gratuitamente l’acqua della vita. A chiunque ascolta le parole della profezia di questo libro io dichiaro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; e se qualcuno toglierà qualcosa dalle parole di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro. Colui che attesta queste cose dice: «Sì, vengo presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù sia con tutti” (At 22,16-21).

 

Nello Statuto l’articolo 2.4.1 conferma: “Il consacrato ogni giorno, con fede ed umiltà legge e medita la Sacra Scrittura; ascolta la Parola del Signore presente per accoglierla quale proprio nutrimento con l’impegno di conformare tutta la vita alla Parola ascoltata. 

La Comunità introduce i consacrati ad una lettura integrale e continua del Vangelo e della Sacra Scrittura, ritenendo fondamentale l’ascolto docile e fedele per entrare in un dialogo vivo con il Signore, che parla attraverso il testo sacro, e per accogliere fruttuosamente la Parola di Dio attraverso i brani scelti dalla Chiesa per l’Eucaristia, particolarmente quella domenicale. Ai consacrati è proposto un calendario di letture quotidiane”.  

 

- Dalla LITURGIA, Colletta della XV settimana del Tempo Ordinario  

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via,

concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome

e di seguire ciò che gli è conforme. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Primo periodo

  1. A) Letture per gli incontri.